La vittoria di Amburgo lo ha senza dubbio sbloccato e ora sarà lui stesso chiamato a dare seguito a questa svolta della sua stagione 2022 sul cemento americano, superficie meno congeniale alle caratteristiche dell’attuale gioco.

Lorenzo Musetti ha chiuso la parte di annata su terra rossa con una bellissima e indimenticabile affermazione all’Atp 500 di Amburgo, battendo in finale niente meno che lo spagnolo Carlos Alcaraz. Il tennista azzurro ha già assimilato la gioia del primo titolo in carriera nel circuito maggiore ed è pronto a concentrarsi esclusivamente sui prossimi appuntamenti in campo, trasformando quei bellissimi ricordi in energia positiva per affrontare le nuove battaglie che lo attendono.

Il giovanissimo talento italiano si è raccontato e ha espresso alcuni considerazion interessanti in un’intervista concessa al Corriere della Sera: “Nella vita ognuno ha i suoi temi e il suo percorso.

Imparando dagli errori e forgiandosi come uomo prima e poi come tennista. Lo scorso anno in tal senso è stato decisivo. È stato un periodo difficile, un insieme di cose che si sono incrociate tra il lavoro e la vita privata, che hanno causato una stagione con molti alti e bassi” ha precisato.

“Invidioso per i risultati di Jannik Sinner e Matteo Berrettini? Sono sempre contento quando loro vincono e devo ringraziarli di essere arrivati al successo prima di me, permettendomi di lavorare tranquillamente in un cono d’ombra.

Il nostro esempio sta facendo bene a tutto il tennis italiano: Zeppieri e Agamenone in semifinale a Umago, Cobolli, Passaro e Nardi… Il nostro movimento vive un momento molto positivo e felice” ha sottlineato. Il ruolo e l’aiuto del super coach secondo Musetti: “Non credo che il concetto sia una scelta obbligata nel mio percorso.

Già mi avvalgo della collaborazione di Umberto Rianna, tecnico federale, che intendo mantenerla” ha aggiunto. E se ci sarebbe la disponibilità del suo grande idolo Roger Federer? La sua rispostata è stata questa: “Beh, non credo di potermi permettere il suo salario” ha concluso.

La piena fiducia nel rapporto con l’intero staff ha dato ragione al giovanissimo 20enne, che è cresciuto tantissimo nell’ultimo periodo e ha raggiunto addirittura il traguardo della top 30. Photo credit: Hamburg European Open.