La prima parte di stagione ha regalato tantissime gioie a Rafael Nadal. Il fuoriclasse spagnolo ha conquistato gli Australian Open e il Roland Garros, ribadendo di essere una leggenda vivente e allontanando lo spettro del ritiro.

L’ex numero 1 del mondo non è riuscito a tenere vivo il sogno chiamato ‘Calendar Grand Slam’, essendosi dovuto ritirare da Wimbledon prima della semifinale. Uno strappo agli addominali gli ha infatti impedito di scendere in campo contro Nick Kyrgios, ma ciò non toglie nulla al suo strepitoso 2022.

Il 36enne di Manacor si è issato a quota 22 Slam, a +1 su Novak Djokovic e a +2 su Roger Federer nella classifica all-time. L’iberico proverà ad allungare ulteriormente agli US Open, visto che difficilmente Nole potrà volare negli USA a fine agosto (non essendo vaccinato contro il Coronavirus).

Rafa, dal canto suo, parteciperà al Masters 1000 di Montreal la settimana prossima. Ai microfoni di Tennis Channel, Paul Annacone – ex coach di Pete Sampras e Roger Federer – ha analizzato l’evoluzione di Nadal.

“Con il passare degli anni, Rafael Nadal ha acquisito fiducia su tutte le superfici” – ha esordito Annacone. “Basta guardare i suoi numeri: 25 titoli sul cemento. Tanta gente lo definisce ancora un giocatore unidimensionale, il che è folle.

Il suo impressionante dominio sulla terra rossa ha finito per celare la sua forza sulle altre superfici. Questo ragazzo è competitivo su tutti i terreni, è ora di rendersene conto. È pazzesco ciò che sta facendo a 36 anni” – ha aggiunto Paul.

In un’intervista rilasciata a ‘Talento a bordo’, il 22 volte campione Slam ha parlato del futuro del tennis dopo i Big 3: “Nel tennis, come in tutti gli sport, c’è sempre stato un ricambio generazionale.

Le grandi star vengono sostituite dalle giovani leve, che con il tempo fanno breccia nel cuore dei fan. È un processo del tutto normale. La nostra longevità ha un po’ stravolto le carte in tavola, ma sono convinto che il tour sarà in ottime mani dopo il nostro ritiro”.