Tra i volti nuovi del Milan che sta per presentarsi alla nuova stagione con lo scudetto sul petto c’è anche quello di Tommaso Pobega. Il centrocampista triestino non ha goduto dello stesso impatto mediatico di Yacine Adli e Divock Origi, innesti portati dal mercato prima di Charles De Ketelaere, ma promette di rendersi molto utile a Stefano Pioli.

Pobega, il ritorno a casa dopo la “gavetta”

Prodotto del vivaio del Milan e quindi giocatore molto utile anche a livello di liste ufficiali, sia per la Serie A che per la Champions League, Pobega è entrato nel mondo rossonero per la prima volta a 14 anni, iniziando a respirare l’aria della prima squadra nel 2018 ed ora sembra destinato a restarci in pianta stabile dopo tante esperienze in prestito, le ultime due delle quali particolarmente soddisfacenti con Spezia e Torino. Intervistato da Milan Tv Pobega ha parlato con emozione del fresco rinnovo di contratto e delle sensazioni dopo le prime settimane di lavoro: “Sono passati tanti anni da quando sono arrivato qui al Milan, sono cresciuto tanto e ora voglio togliermi delle soddisfazioni. Il rinnovo è stata una forte emozione, ma spero ce ne siano tante altre. In gruppo ho notato una grande voglia di lavorare e di allenarsi. La squadra ha tanta consapevolezza, ognuno ha aggiunto qualcosa al proprio bagaglio“.

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Pobega e il retroscena su Pioli

Ad avvicinare ulteriormente Pobega al Milan sono anche i natali triestini, in comune con miti rossoneri come Cesare Maldini e Nereo Rocco. Ed a proposito di allenatori, il centrocampista ha svelato un colloquio con Stefano Pioli prima dell’annata trascorsa a Torino: “Prima di andare in prestito al Torino avevo parlato con Pioli: secondo lui era la scelta giusta per crescere. Adesso sono sicuro che ascoltandolo e seguendo le sue indicazioni potrò crescere ancora tanto, perchè ha già dimostrato di essere un ottimo allenatore. Ho solo da imparare“. 

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“La Nazionale è un obiettivo”

Infine, un ringraziamento al Toro e un accenno al sogno di entrare in pianta stabile in nazionale:Mi serviva un altro passaggio per crescere ulteriormente. Ho avuto la fortuna di andare a Torino, dove ho trovato un bell’ambiente e un allenatore che mi ha dato fiducia. Torno qui dopo una stagione in cui mi sono consolidato. Nazionale? L’esordio contro la Germania è stato una grande emozione, non è facile spiegarla. La Nazionale è sempre la Nazionale. Ho degli obiettivi e spero di raggiungerli anche con la maglia azzurra“.